Ansia

Lo stato mentale che chiamiamo comunemente ansia viene sperimentato facilmente dall’essere umano, tanto da essere considerato uno stato “normale” quando non eccede quantitativamente il limite interpretato dalla persona come disturbante.

Spesso l’ansia si associa alla paura la quale si scatena in riferimento ad una minaccia presente, a differenza dell’ansia che si attiva invece nei confronti di una minaccia futura e presunta.

Tutti i disturbi che implicano ansia e paura hanno in comune un’alterazione nell’elaborazione della minaccia.

La recente ricerca scientifica sostiene che le risposte alle minacce, pur essendo sentimenti consapevoli, derivano dalla presa di coscienza inconsapevole del cervello rispetto alla presenza di uno stimolo interpretato come minaccioso.

“Tutto inizia quando uno stimolo esterno elaborato dai sistemi sensoriali del cervello è classificato a livello non consapevole come minaccia”(Ledoux J.,2016).

Le reazioni comportamentali attivate dal nostro cervello di fronte alla minaccia sono automatiche; è capitato a tutti noi di fare improvvisamente un balzo indietro quando sentiamo un rumore intenso e solo dopo capire a livello consapevole che c’era una situazione di potenziale pericolo.

Questa è la risposta fisiologica finalizzata alla sopravvivenza in presenza di una minaccia “reale”.

Tuttavia, come sottolineato poco sopra, nelle persone che soffrono di ansia patologica la percezione della minaccia non è aderente alla realtà.

Di conseguenza di fronte ad uno stimolo potenzialmente minaccioso l’ansioso patologico sopravvaluta il pericolo e non coglie gli altri fattori in grado di abbassare la reazione fisiologica istintiva nei confronti della possibile minaccia, fino ad arrivare a percepire come minacciosi anche stimoli neutri o addirittura benigni.

Attacco di panico

l’attacco di panico è una forma dello stato d’ansia; infatti  il DSM V (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) lo colloca nello spettro dei Disturbi d’ansia.

Colpisce soprattutto le donne e i giovani tra i 20 e i 30 anni e può manifestarsi in qualunque momento e luogo provocando una paura improvvisa di pericolo imminente che a sua volta scatena una serie di sintomi fisici intensi e devastanti che creano un vero e proprio “black out” (in realtà non lunghissimo in termini di minuti ma infinito e spaventoso per chi lo vive).

Il Sistema Nervoso si attiva, si produce adrenalina, il cuore inizia a battere più velocemente, la respirazione diventa affrettata.

L’attacco di panico arriva così, violento e senza preavviso, costringendo ad organizzare mente e corpo nel tentativo affannoso di mantenere “il controllo”.

Spesso le persone più colpite da questo tipo di ansia, infatti, sono proprio quelle che cercano di avere il controllo su ogni aspetto della propria vita, “imponendosi” di fare delle cose.

L’attacco di panico è un episodio singolo con un inizio, un decorso e una fine ben precisi e nel tempo crea in chi lo sperimenta la cosiddetta ansia anticipatoria: si fa attenzione ad ogni segnale del corpo che potrebbe indicare l’inizio di un nuovo attacco  e si arriva a mettere in atto una serie di evitamenti (ad es. se vado al ristorante potrebbe venirmi un attacco di panico, quindi smetto di andare al ristorante).

Principali sintomi dell’attacco di panico

I principali sintomi di un attacco di panico rientrano nelle seguenti categorie:

  senso di oppressione o fastidio al petto

   tremori

  palpitazioni

   tachicardia

   paura di impazzire

   senso di soffocamento

   paura di morire

   tremori alle braccia e/o alle gambe

  sensazioni di torpore o di formicolio

Quando si sperimentano almeno tre di questi sintomi è bene rivolgersi ad un professionista il quale potrà aiutarci a comprendere meglio cosa si nasconde dietro questo malessere che, in realtà, se interpretato nel suo specifico significato, ci dice molto di noi e dei nostri bisogni inascoltati che chiedono attenzione.